Una gara assurda e stregata che il Catanzaro ha rischiato di perdere e di vincere tante volte. Alla fine, è venuto fuori solo un pareggio. La squadra di mister Caserta è stata avvantaggiata, per tre quarti della partita, dalla superiorità numerica a causa dell’espulsione diretta di Caporale. Nonostante ciò, il Catanzaro non è riuscito a spadroneggiare. Da dire anche che prima dell’espulsione si è concretizzata un’occasionissima per il Cosenza non sfruttata e poi dopo il rosso al difensore rossoblù, in dieci ha colpito addirittura una traversa clamorosa con Kourfalidis e a seguire ha attuato una ripartenza letale con Kouan che si è divorato letteralmente il gol. Ad un certo punto dopo le sostituzioni, il Catanzaro ha trovato il vantaggio con Pompetti dopo un lungo assedio e ha cercato successivamente di gestire la gara, ma lo ha fatto malissimo. Il derby da quel momento in poi non si è saputo più come considerarlo o definirlo. Il festival delle occasioni perse da una parte e dall’altra. Il VAR prima ti dà e poi ti toglie. Il rigore del primo tempo supplementare. La partita infinita. Come buttare tre punti nel cestino della spazzatura. Scegliete voi. In ogni caso, tranne il troppo tempo di recupero concesso, l’arbitraggio dobbiamo dire ci è sembrato sostanzialmente giusto. Alla fine, questo match è stato veramente stressante per tutt’e due le tifoserie e nonostante l’1 a 1 finale il Catanzaro ha consolidato la classifica. uscendo indenne ancora una volta dal “San Vito – Gigi Marulla” e confermandosi bestia nera dei lupi cosentini. Tra le pieghe di una partita thriller da riportare il minacciato ritiro dal campo della squadra da parte del DS Del Vecchio che poi verso la fine della contesa è stato pure espulso dall’arbitro. Incommentabile. Ma tant’è. Tornando a noi, attribuiamo grande onore a questo gruppo magnifico che senza i propri tifosi ha difeso bene i propri colori e ha dimostrato di avere grande attaccamento alla maglia giallorossa.
Con i tifosi catanzaresi al seguito, ne siamo certi, sarebbe stata tutt’altra musica. In tutti i casi si esce da Cosenza imbattuti e con un punto importantissimo. Il rammarico è tanto per quello che poteva essere e non è stato, ma plaudiamo ad una squadra che cerca sempre e fino all’ultimo di centrare la vittoria. Questa volta ci sono stati parecchi cardiostimolatori che sono andati in tilt, ma alla fine tutto è tornato alla normalità. Ora cuore ed anima alla gara di fine anno. Il 29 dicembre arriva una Salernitana in piena crisi di idee e di punti. Dobbiamo saperla imbrigliare e rimandare a casa battuta, se vogliamo capire cosa si vuole fare da grandi. Nessuna sottovalutazione però, perché quello che ci sta insegnando questo campionato è che dalla prima all’ultima in classifica, tutte le squadre possono dire la loro, per cui grande rispetto per gli avversari e concentrazione massima per cercare di ottenere il risultato pieno. Il resto lo farà lo stadio “Nicola Ceravolo”.