Ogni tanto ci si dimentica che quella che è una metafora spesso applicata negli ambiti più diversi della vita, è innanzitutto una realtà concreta che vale ovviamente in modo specifico per il calcio: si sbagliano anche i calci di rigore. Sebbene non sia stata una grande partita quella delle aquile a Bolzano (dopo la pausa e con il mercato aperto non è in fondo neanche una cosa sorprendente…), tuttavia sarebbe bastato che Iemmello segnasse quel rigore e oggi staremmo parlando di una vittoria. Succede, e al capitano, che tante delizie ci ha regalato, non possono essere certo addossate chissà quali colpe. Qualche volta può succedere e basta. Tanto più che nulla in classifica è cambiato e dunque avanti così, senza perdere e rimanendo al di sopra degli obiettivi fissati dalla società all’inizio della stagione.
Quello di ritorno, si sa, è un campionato del tutto diverso per tanti motivi e il mese di gennaio è probabilmente il momento più delicato dell’anno: il buon senso suggerisce dunque di rimanere compatti e incondizionatamente vicini alla squadra affinché i prossimi mesi vengano affrontati con serenità ed equilibrio fino al raggiungimento della soglia fatidica di punti che possa garantire la salvezza. Di lì in poi si vedrà che altro potrà regalarci questa stagione.
A proposito di difficoltà, oggi c’è il Pisa, lanciatissimo verso la promozione diretta insieme al Sassuolo: si tratta di un cliente molto difficile, ma le aquile sono già riuscite in Toscana a fermare la corazzata di Pippo Inzaghi e questo fan ben sperare, nonostante sia ormai stato ben chiarito dai fatti che in questo campionato complicatissimo un singolo episodio può salvare o condannare. In ogni caso non è contro il Pisa che dobbiamo fare i nostri punti salvezza e quindi, al di là di quello che sarà il punteggio finale, dovremo restare uniti e, sull’esempio degli ultras della Capraro ‒ encomiabili per il loro amore incondizionato che suscita l’ammirazione dell’Italia intera per il seguito che costantemente assicurano ovunque al Catanzaro ‒, non si dovrà far mancare tutto il sostegno necessario davanti a qualunque evento dovesse manifestarsi al Ceravolo.
Certo, qualcuno potrebbe obiettare che tutto questo corrisponde a poca ambizione, che non ci si può accontentare e che si deve puntare in alto. Come ho ribadito più volte, confesso di non capire bene simili questioni, soprattutto se le misuro con il metro di una programmazione che ha dichiaratamente nella salvezza e non nella promozione il suo obiettivo finale; tuttavia, se così tanti continuano a mugugnare per questo e per quello, per i punti persi, per i rigori sbagliati, per la classifica, per il mercato, per i moduli, per gli schemi, per la formazione ecc., forse quello che appare luminosamente chiaro per alcuni non lo è affatto per altri e dunque serve un’autorità superiore per dare definitiva evidenza alle cose: mi riferisco a uno dei più grandi filosofi della Grecia antica, cioè Epicuro, che sosteneva quanto segue: «La ricchezza non consiste nell’avere grandi proprietà, ma nell’avere pochi bisogni». Applichiamo questo mirabile insegnamento al Catanzaro: quando la gente capirà 1) che la serie B è una gran cosa, 2) che essere sesti e dunque in piena zona play off va ben oltre gli obiettivi dichiarati e rappresenta un traguardo di grande importanza; 3) che la serie A è un obiettivo a lungo termine per cui sono richiesti non solo tempo e pazienza ma anche capitali enormi, 4) che ci sono squadre ben più attrezzate di noi che si aggirano disperate nei bassifondi della classifica, 5) che dunque essere dove siamo è qualcosa di importante e un fatto tutt’altro che scontato, ecco quando la gente capirà tutto questo forse sarà capace di stare allegra e di andare allo stadio contenta e fiduciosa qualunque cosa accada, perché siamo ricchi, stiamo bene, abbiamo tanto e non in quanto sceicchi che si contendono la Champions League a suon di miliardi, ma perché abbiamo tutto quello che abbiamo sognato per trent’anni e qualcuno sembra esserselo già dimenticato…