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L’ONDA LUNGA DEL DERBY

Il Catanzaro ha vinto. Ha segnato quattro reti. Ha incamerato tre punti e si è assestato in quinta posizione. Il Cosenza ha perso. Non ha realizzato reti ed è rimasto fanalino di coda. Si è vista in campo una manifesta superiorità tecnica che poi ad un certo punto, per volere e rispetto dei calciatori catanzaresi, si è deciso di non infierire ulteriormente. Anche l’arbitro, dopo aver sentito gli olè del pubblico di casa ed una incapacità di reagire della squadra rossoblù, ha pensato di non concedere recupero, nonostante fossero avvenute delle sostituzioni e fossero intervenute alcune interruzioni del gioco, per evitare che fosse data alla squadra del presidente Guarascio una eventuale ennesima umiliazione.

Detto ciò, c’è ancora qualcuno in riva al Crati che dice di non aver visto la smaccata supremazia giallorossa ed il predominio nel 52° derby di Calabria, del Catanzaro. C’è ancora chi afferma di non aver visto un Catanzaro che ha fatto la gara dal primo minuto fino al triplice fischio. C’è ancora qualcheduno che ha imputato la vittoria del Catanzaro per il vento a favore, come se il vento spirasse sempre alle spalle della squadra del presidente Noto. Qualcun altro continua a dire che la partita non l’ha vinta mister Caserta, ma Pietro Iemmello. Cosa del tutto inesatta. Semmai l’hanno vinta tutti e due, insieme a tutti gli altri splendidi calciatori giallorossi. La verità vera è che questo Cosenza è stata poca cosa e la classifica lo certifica inesorabilmente, perché essere ultimi vuole significare solo una cosa, che l’undici cosentino merita la posizione che occupa in graduatoria, che tra l’altro, ad oggi, rimarrebbe tale anche se non ci fossero stati i quattro punti di penalizzazione. Per non parlare poi degli stregoni che ricoprono pure cariche importanti nei consessi cittadini della città dei Bruzi, che si lanciano in pronostici del tutto improbabili e che il più delle volte non si verificano.

A tutti questi personaggi in cerca d’autore, dico che alcune volte bisognerebbe ammettere con onestà intellettuale la sconfitta e necessiterebbe dimostrare di saper perdere, ma capisco che possa essere molto difficile e si cerca di fare equilibrismi arrampicandosi sugli specchi. Affermato ciò ed era dovuto, devo parlare di questo grandissimo gruppo che sta strabiliando i propri tifosi, sempre più entusiasti e felici di seguirlo e di sostenerlo.

Lo spettacolo vissuto al “Ceravolo” è stato di categoria superiore. Manco a dirlo. Due coreografie da sogno. Una all’inizio e l’altra alla fine della partita, intervallata da una performance canora e cromatica di 90 minuti. Si è stati superiori in campo e sugli spalti. È stata una giornata magnifica che già è stata archiviata negli annali del calcio catanzarese. Anche perché l’onda lunga del derby per noi non esiste. Bisogna già pensare alla prossima. Ci sono i canarini romagnoli ad attenderci e non possiamo più perdere tempo ad incensarci e ad autoproclamarci. Siamo già sin da ora proiettati nel futuro. È così che si fa. Il 52° derby di Calabria è già storia da trasferire nel nuovo volume dell’Enciclopedia Giallorossa e da tramandare ai posteri. Noi siamo fatti così.

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25