Ho visto l’altra sera la trasmissione RTC Catanzaro Sport, condotta da Mario Mirabello e sono inizialmente rimasto basito e sconcertato da alcuni commenti e messaggi a dir poco aberranti e assurdi. Questo ad appena la seconda giornata di campionato. Qualcosa di veramente paradossale. Commenti che non si possono condividere assolutamente e che non sono costruttivi. Forse non si è capito che questa squadra è partita in ritardo nella preparazione grazie alla vicenda estiva col mister dei record. Ancora non si è compreso che questo nuovo Catanzaro riparte da uno zoccolo duro e da nuovi innesti di giovani di un certo livello che devono integrarsi e devono trovare l’amalgama oltre ad assimilare i concetti di gioco e le concezioni tattiche del nuovo allenatore. Forse non si è inteso che il gruppo deve ancora smaltire i carichi di lavoro del precampionato ed inoltre non si è recepito il fatto che abbiamo incontrato una squadra (Sassuolo) costruita per vincere il campionato ed un’altra (Juve Stabia) che è una neopromossa e che si sta comportando come il Catanzaro dell’anno scorso volando sulle ali dell’entusiasmo. Sarebbe stato il caso di soprassedere nell’esprimere queste critiche inconcepibili sui giocatori, sul mister e sui dirigenti. Bisognava avere un pizzico di pazienza in più. Ho sentito parlare di “lanci alla carlona”, di “giocate della disperazione”, di “squadra allo sbando”, di “giocatori che non sono scesi in campo”, di “bicchiere mezzo vuoto”, di “un Catanzaro senza né capo né coda”. Io sono stato sempre ipercritico e lo sapete bene, d’altronde il mio nome lo certifica, ma mai a priori, mai a prescindere, mai a distruggere. Ci sono modi e modi per esprimere il proprio disappunto. Attaccare gratuitamente questo gruppo non è giusto. D’altro canto, per chi veramente ha visto la partita, c’è da dire che non è stato un gran primo tempo, con, ad onor del vero, una traversa colpita di testa in torsione da Petriccione, mentre nella seconda frazione di gioco il Catanzaro ha fatto la gara, colpendo un altro legno con Pittarello e producendo quattro occasioni nitide da rete sventate dal portiere gialloblù Thiam, risultato il migliore in campo. Questa la realtà dei fatti. Da aggiungere poi che con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Se il Sassuolo avesse trasformato il calcio di rigore e alla Juve Stabia fosse stato concesso il gol, il Catanzaro avrebbe avuto zero punti e invece ne ha ben due. Però poi alla luce di quanto accaduto a Cesena devo ammettere che qualcosa che non va in questa squadra c’è e bisogna ammetterlo. Intanto dimentichiamoci la squadra dell’anno scorso col suo gioco a memoria e con un atletismo veramente di alto livello. Il gruppo attuale è tutta un’altra cosa. Dallo schema di gioco che si sta tentando di utilizzare, alla preparazione atletica che mi pare ancora in alto mare, alla coesione del gruppo e alle motivazioni che evidentemente mancano. Abbiamo visto a Cesena un Catanzaro in balìa dell’avversario Una squadra che ha concesso alla squadra romagnola ciò che ha voluto, non opponendo alcuna resistenza tattica e fisica. Una squadra spenta e svogliata che ha perso per 2-0 meritatamente. Un tiro nello specchio di Ceresoli parato da Pisseri e poi il nulla cosmico con una certa confusione nel gioco proposto. Chi ha sparato a zero sul Catanzaro finora visto, alla luce di tutto ciò, dobbiamo dirlo non aveva e non ha tutti i torti. C’è assolutamente bisogno di cambiare registro, di fare quadrato e prepararsi dal punto di vista fisico ed atletico con molto più impegno. Poi la squadra va motivata di più. Il mister deve cercare di coinvolgere psicologicamente i calciatori che però si devono dare una svegliata. Ma sulla slegatura dei reparti c’è da lavorare pesantemente. La partita fatta a Cesena delude la tifoseria e la allontana. Bisogna invertire la tendenza nella prossima gara in casa contro la squadra di mister Calabro. Non ci venite a dire che sarà una gara difficile da affrontare perché se si deve aver paura anche della Carrarese e allora è il caso di chiudere bottega.