Il Catanzaro si trova indietro sulla tabella di marcia che lo deve portare verso la salvezza, con una certa tranquillità, vista anche la rosa dei giocatori che sulla carta e a detta di addetti ai lavori ed esperti del settore è ritenuta superiore tecnicamente a quella dell’anno scorso. A questo punto una domanda sorge spontanea, come diceva un noto conduttore televisivo. Ma se il gruppo è di più alto livello rispetto a quello della stagione precedente, cosa c’è che blocca il decollo di questa squadra in questo campionato? Probabilmente il mister deve incidere col suo staff affinché questo gruppo trovi una sua identità ben precisa. Il tempo della preparazione e delle sperimentazioni è finito. Ora è tempo di concretezza e pragmaticità. Se si deve cambiare modulo di gioco lo si deve fare con convinzione, anche perché cambiare idea non vuol dire ammettere il fallimento dei propri princìpi, ma significa essere intelligenti, perspicaci e intuitivi. Da più parti si invoca l’utilizzo di uno schema di gioco diverso da quello usato sinora, che adoperi un centrocampo a tre. Perché non impiegarlo come modulo definitivo, anziché continuare ad usare altre visioni tattiche? Se andiamo ad analizzare la sfida tra Salernitana e Catanzaro, possiamo dire che è stata una partita interessante, ma non emozionante, giocata a ritmi non elevati e che ha visto un certo equilibrio nel primo tempo. Mentre nella seconda frazione di gioco i ragazzi di mister Martusciello hanno avuto il predominio, rischiando in un paio di occasioni di portare a casa l’intera posta in palio. Il Catanzaro ancora una volta con un modulo diverso, ha prodotto pochissimo, tirando solamente due volte, ma mai nello specchio della porta avversaria. Le squadre praticamente si sono annullate tatticamente. Il bilancio per le aquile, dopo questo incontro è di 7 punti in 7 gare. Sedicesima posizione in classifica e quindi zona play-out. Cifre queste poco rassicuranti che si aggiungono alla sterilità in fase realizzativa e lo dicono le tre gare terminate 0-0. Le 5 reti siglate e le 6 subite certificano una certa mancanza di carattere e di personalità. Alla luce di ciò, urge una scossa ed uno scatto d’orgoglio che ci possa portare ad una vittoria convincente col Modena domenica al “Ceravolo”. Al netto degli infortunati, delle scelte tecniche e delle variabili indipendenti, dettate dalle decisioni arbitrali e dal VAR, ci aspettiamo un Catanzaro che ci faccia vedere un gioco fluido e spettacolare. Basta col tirare a campare e coi brodini. Si vuole vedere una prestazione tonica. Una performance importante. Ci aspettiamo una gara tambureggiante, aggressiva e dai toni agonistici molto alti. La raccomandazione va indirizzata anche ai calciatori. Siamo all’ottava giornata del torneo e non vogliamo più sentire parlare di alibi e attenuanti, di ritardo di preparazione estiva di alcuni giocatori e di ritmo partita ancora da effettuare. È necessario un impegno maggiore e soprattutto bisogna lavorare di più durante gli allenamenti in settimana sul piano della costruzione del gioco, soprattutto in fase di attacco, perché sta proprio lì il problema (5 gol siglati, secondo peggiore reparto del campionato). E l’identità da ricercare non può non passare dal miglioramento del pacchetto offensivo, in ottica realizzativa. Trovare il modo di come fare gol, provando e riprovando è prioritario e indispensabile. Il tempo è tiranno, ma confidiamo nel progresso della prestazione sportiva nella sua totalità. Fate presto.