Ovviamente, come dicevamo qualche giorno fa, Galileo Galilei la sapeva lunga: il suo «eppur si muove» valeva per la terra che gira intorno al sole e anche per il Catanzaro, che conferma in modo evidente la svolta di Bari con la trionfale vittoria sul Südtirol e l’ottimo pareggio in casa del Pisa capolista (un plauso va peraltro agli straordinari ragazzi della Capraro, che persino in una trasferta tanto lontana e, per di più, in mezzo alla settimana ancora una volta non hanno fatto mancare il loro appoggio alle aquile finalmente librate in volo). E adesso, in questo ritmo infernale imposto dal campionato, c’è già il Frosinone, inaspettatamente fanalino di coda e senza Vivarini, che ha conosciuto il suo ennesimo esonero (pare insomma che le sue glorie principali, quelle che forse gli hanno infine dato un po’ alla testa, fossero inscindibilmente connesse con Catanzaro: è proprio vero che Dio acceca chi vuol mandare in rovina…). Sembra passato un secolo da quando tutti rimpiangevano Vivarini e guardavano con diffidenza (per usare un eufemismo) Caserta, e invece parliamo di pochissime settimane fa… Non possiamo ovviamente sapere come andranno le cose da qui a qualche mese, in una stagione così particolare in cui non sembrano esserci ‒ almeno per ora ‒ corazzate dominatrici e con una classifica cortissima (due punti sopra c’è la zona play off e due punti sotto la zona play out…); tuttavia essere passati nella percezione collettiva da quasi spacciati a squadra con un’identità di gioco che tiene dignitosamente testa alla prima della classe porta di certo tranquillità nell’ambiente e permette di guardare con più serenità al futuro.
Tre partite ravvicinate e già quattro punti messi da parte: se vincessimo oggi, ne avremmo fatti 7 in 3 partite, quasi quanto le aquile ne avevano accumulati nelle prime 9 gare. E allora affidiamoci alla voce dei numeri per provare a sondare il futuro: nella Divina commedia di Dante i numeri 3, 7 e 9 sono di fondamentale importanza: il primo è il simbolo della Trinità e quindi di Dio, il terzo è il numero del miracolo che indica perfezione (tre volte tre) e il secondo viene collocato da Dante esattamente al centro dell’opera per richiamare alcuni concetti di enorme significato. Il 7, infatti, è non a caso il numero delle virtù e dei peccati capitali, della settimana e dei sacramenti, ma soprattutto è il numero che rappresenta la creazione (Dio creò il mondo in sei giorni e il settimo si riposò, dice la Bibbia). Che sia dunque anche il numero della creazione di un nuovo Catanzaro? Un Catanzaro che infatti sembra essere rinato, cioè che è stato ri-creato…
A questo punto tanto vale interrogare anche i nomi e per farlo naturalmente mi sono rivolto al mio amico Matthias, il grande esperto di anagrammi applicati all’onomastica, e gli ho chiesto che cosa dice attraverso i nomi la partita di oggi. Lui ci ha pensato su due minuti e poi, presa carta e penna, ha scritto così: Catanzaro ‒ Frosinone = CON FANTASIA RONZERÒ. Evidentemente da solo non riuscivo a capire e quindi ho dovuto chiedere a Matthias una spiegazione: che c’entra una cosa del genere con la prossima partita dei giallorossi? E lui, come al solito serafico e senza scomporsi, mi ha chiarito tutto: «Ma è ovvio! Il Frosinone proverà a difendersi in ogni modo alzando le barricate, ma il Catanzaro troverà un modo originale e inatteso per svolazzare al di sopra delle difese dei frusinati e colpire al momento opportuno».
Matthias è ottimista di natura e quindi non ho obiettato niente, ma l’ho salutato allegro: non so se sia vera la sua profezia onomastica, lo vedremo tra poco, ma comunque mi ha messo di buon umore e di questi tempi non è affatto poco, specie ora che un nuovo Catanzaro sembra intravedersi all’orizzonte del campionato.