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E se avesse ragione Abramo Lincoln?

Anche l’ultima uscita del Catanzaro, quella di Reggio Emilia, conferma che la squadra è in crescita, ha personalità e finalmente riesce anche a produrre gioco e tante occasioni da rete. Non si rimonta un 2-0 per caso fuori dalle mura amiche (e tutti abbiamo visto che siamo stati persino a un passo dalla vittoria), peraltro nonostante assenze importantissime. Questo non può che farci ben sperare per il seguito del campionato, confermando l’impressione che avevamo avuto fin dall’inizio: servivano tempo e pazienza dopo la rivoluzione estiva, e finalmente Caserta e la squadra sembrano aver trovato la strada per il cambio di passo che stavamo aspettando. C’è solo da augurarsi che il livello cresca ancora e, magari complice un pizzico di fortuna in più, vengano anche le vittorie.
Tutto bene, dunque? In realtà non esattamente, nel senso che si diffondono nell’aria e giungono persino dalle mie parti mugugni, lamentele o addirittura vere e proprie geremiadi, che soprattutto via social continuano a esprimere critiche incomprensibilmente feroci verso il tecnico e la società. Intendiamoci, ovviamente ognuno ha il sacrosanto diritto di pensarla come crede, ma un conto è la legittima opinione argomentata e un altro sono i rigurgiti di sciocchezze senza fondamento che qualcuno vomita a caso per avvelenare l’aria. Di preciso che cosa si vorrebbe? Poniamo che Noto domani mattina esoneri Caserta: che cosa pensate che succederebbe? Arriverebbe un altro allenatore, che con ogni probabilità ci metterebbe settimane o addirittura mesi a dare alla squadra un’altra fisionomia ancora e questo nella migliore delle ipotesi, senza cioè contare la possibilità (elevata) che qualcosa vada storto (malumori nello spogliatoio, incapacità del nuovo tecnico di risolvere i problemi, sconfitte rovinose che minerebbero la fiducia di un ambiente che ha già dovuto pazientare molto ecc.). Insomma: continuare a lamentarsi davanti a palesi miglioramenti nel gioco e a dispetto di uno spogliatoio che appare coeso intorno al suo attuale allenatore sembra solo l’ennesima provocazione di qualcuno che, forse per farsi notare o per noia o chissà per quale altra ragione, preferisce la catastrofe possibile a una salvezza probabile, ovvero vuole il male del Catanzaro.
Evidentemente troppi hanno la memoria corta e non ricordano più gli anni infernali passati su campetti di quart’ordine e in mezzo a vicissitudini societarie ed economiche spaventose: davvero si può essere così tanto smemorati e ingrati da non rendersi conto che ci troviamo in paradiso? Davvero dopo decenni di fallimenti e frustrazioni si può essere scontenti per un campionato di B da mezza classifica? I Noto devono avere proprio una gran pazienza, perché personalmente credo che, al posto loro, tanti avrebbero mollato da tempo per sfinimento, condannando il Catanzaro calcio a morte certa: allora forse chi oggi sputa nel piatto in cui mangia ritroverebbe la memoria perduta così in fretta…
Ne ho parlato un po’ con il mio amico Matthias, provando a ripercorrere le tappe di questa prima parte del campionato e, quando gli ho detto che, nonostante tutto c’è ancora chi critica e vorrebbe un cambio in panchina, lui senza esitazione mi ha detto questo: «E se avesse ragione Abramo Lincoln?» In che senso? Chiedo io sorpreso. «Lincoln, che era un uomo di mondo e di situazioni strane e complicate ne aveva viste tante, diceva che è meglio tacere e sembrare sciocchi che parlare e togliere ogni dubbio. Ecco, in questo senso intendevo…».
Per fortuna tutto questo è roba poco importante rispetto a un contesto in cui i veri tifosi si distinguono per ben altro e gli ultras ancora una volta si dimostrano una tifoseria di primissimo livello con una iniziativa che merita il plauso di tutti: la raccolta alimentare che si conclude oggi.
Grazie al cielo, insomma, c’è chi sa fare la cosa giusta al momento giusto: sostenere il Catanzaro nella buona e nella cattiva sorte, distinguendo quello che ha senso da ciò che non ne ha affatto, ma soprattutto ‒ e con questo ridando la giusta proporzione alle cose ‒ aiutare chi per tanti motivi ha ben altri pensieri che una partita di calcio finita in pareggio…

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