Ho finito gli aggettivi, non ci sono più sostantivi, ho esaurito le parole per poter definire tutti questi tifosi giallorossi al seguito delle Aquile del Sud. Regalatemi, per favore, un nuovo vocabolario di ultima generazione, forse lì troverò qualcosa di nuovo da poter utilizzare per questi splendidi supporters, donne e uomini, bambine e bambini, sostenitori anziani e di mezza età, c’è di tutto nella tifoseria giallorossa. Ma come si fa a non entusiasmarsi, a non partecipare, a non farsi prendere da questa malattia contagiosa. Un popolo che confluisce da ogni parte d’Italia in un unico punto. Guidati e spinti da quella passione che corrisponde al nome di Unione Sportiva Catanzaro 1929. MERAVIGLIOSO. Dopo anni di anonimato, era da tantissimo tempo che questa torcida non si risvegliava così, in ogni sua componente. FANTASTICO. Questa volta dopo la gara in casa col Mantova, il punto d’incontro è stato il capoluogo ligure: GENOVA, Stadio “Luigi Ferraris”. Prima di ogni cosa, per onorare uno storico gemellaggio con i doriani, gente speciale, persone di una bontà e di un perbenismo difficili da trovare. Seconda cosa per andare a seguire i propri beniamini che continuano a regalarci emozioni a tutto spiano. Il colpo d’occhio è stato di quelli mozzafiato, sempre bello a vedersi e soprattutto a sentirsi. Cosa dire di più, se non che lo spettacolo visto al “Marassi”, da una parte e dall’altra, è stato pazzesco, in campo e sulle gradinate. Un Pietro Iemmello stratosferico, superlativo, ne fa tre con un “cucchiaio” d’autore da incorniciare. Purtroppo, però, alcune scelte iniziali ed in corsa, non sono state all’altezza e proprio sullo scadere, quando il Catanzaro pregustava la prima vittoria fuori casa, arriva la doccia fredda del pareggio blucerchiato realizzato da un “Primavera” di nome Leonardi, che malauguratamente vanifica una discreta prestazione, facendoci rimanere inchiodati all’undicesimo posto in classifica. Anche la fortuna, ultimamente, non ci sta arridendo. Sembra stia guardando altrove ed intanto, vedere i giocatori catanzaresi sotto il proprio settore, un tantino dispiaciuti e un po’ frustrati dopo lo sforzo compiuto, ci lascia oltremodo rammaricati. Detto questo, alla luce di tutto ciò dobbiamo però dire che ci sono state cose che devono essere riviste e su queste problematiche bisogna assolutamente intervenire in tempo. Il gol preso nella gara contro il Mantova in casa, quando si era in superiorità numerica, non si può accettare. L’espulsione per il fallo “ingenuo” di uno sfiancato Pompetti, già ammonito è da evitare. Qualcuno su queste cose marchiane ci doveva pensare anzitempo. Si doveva richiamare un paio di giocatori sulla linea di centrocampo onde evitare una eventuale ripartenza e si doveva sostituire Pompetti sfinito e col giallo sul groppone con magari Coulibaly. Ci voleva molto? E allora, bando alle chiacchiere, servono due cose. La prima è quella che il mister deve cercare di anticipare ciò che inesorabilmente accade dopo e la seconda è quella di andare a farsi benedire da qualcuno, magari dal Vescovo di Catanzaro. Forse in questo modo riusciremo a vincere col Brescia. Hai visto mai!