Adesso che le aquile infilano la loro seconda vittoria consecutiva con l’ennesimo trionfo strappato al Barbera contro il Palermo, si può partire da una breve considerazione: alla fine del girone d’andata il Catanzaro di Vivarini occupava la settima posizione con 30 punti. Bene, oggi, quando mancano ancora due partite per arrivare al giro di boa del campionato, il Catanzaro di Caserta occupa l’ottava posizione con 23 punti. Dunque, a parte tutto quello che si potrebbe dire sul fatto che ‒ se la sfortuna non si fosse messa di mezzo ‒ qualche punto in più questa squadra potrebbe averlo, nella sostanza le due situazioni non sono poi così distanti. E questo vale la pena sottolinearlo per evidenziare quanti inutili mugugni si sarebbero potuti risparmiare all’ambiente con un pizzico di pazienza in più… A tale riguardo mi viene in mente un verso di un grande poeta greco del V secolo a.C., Pindaro, che scrisse così: «I giorni che verranno saranno i giudici più saggi». Ecco, spesso è molto meglio aspettare per poter arrivare a un giudizio più equilibrato e attento piuttosto che sputare sentenze senza nemmeno pensare alle conseguenze.

Per il resto, le due partite che restano sono ovviamente molto delicate, ma il Catanzaro ci arriva con lo spirito giusto e soprattutto con una fisionomia di gioco finalmente definita e oliata. Speriamo dunque che Babbo Natale ci porti qualche bel regalo per chiudere questa prima parte della stagione. In particolare penso alla gara conclusiva, quella contro il Cosenza. A questo proposito giungono notizie poco allegre circa la probabile decisione di vietare la trasferta ai tifosi giallorossi. Che peccato! Quale inutile privazione per tutti! Possibile che nel 2024 non si sia in grado di garantire lo svolgimento in sicurezza di una partita di calcio? Ne ho parlato con il mio amico Matthias, che è rimasto molto sorpreso e, per commentare la cosa, ha voluto ricordarmi le parole di Martin Luther King, che diceva così: «A spaventarmi non è la violenza dei cattivi, ma l’indifferenza dei buoni». Dunque, chi ha la responsabilità di decidere come organizzare quella che dovrebbe essere una festa dello sport e uno spettacolo colorato rifletta sui modi per permettere ciò che, con l’adeguata organizzazione, può essere consentito.
Comunque vadano alla fine le cose, però, la memoria corre a quel dicembre del 2008, quando, in circostanze analoghe, il tifo giallorosso diede prova di un amore davvero creativo per il Catanzaro, facendo planare sul S. Vito dei deltaplani a testimonianza di una presenza simbolica di cui si parlò ovunque: chissà che anche questa volta l’eroica passione degli ultras non trovi il modo di manifestarsi in qualche forma…
Un’ultima riflessione in chiusura: questi magnifici tifosi giallorossi, che si sono ormai guadagnati il rispetto dell’Italia intera per la loro compostezza e il loro attaccamento alla squadra, meritano di più di quello che è stato loro riservato a Palermo! Sono stati condotti allo stadio più di mezz’ora dopo l’inizio della partita: una vergogna, un atto incivile e antisportivo, irriguardoso in sé e davvero scorretto verso chi aveva percorso centinaia di chilometri per assistere a una partita per la quale aveva pagato regolarmente il biglietto. Insomma, parafrasando il discorso di Matthias, c’è da preoccuparsi non tanto della presunta violenza dei presunti cattivi, ma della smaccata indifferenza dei presunti buoni…