Finalmente raggiunta la salvezza. La partita contro lo Spezia lo ha certificato. Una gara tosta dove il Catanzaro ha ribattuto colpo su colpo con personalità e carattere, riuscendo con cinismo ed un pizzico di fortuna a portare a casa l’intera posta in palio. Tre punti pesantissimi che lo proiettano al quarto posto in solitaria e ad otto punti dalla terza in classifica che è proprio lo Spezia. E la cosa più importante di questa vittoria è proprio la riduzione del gap di punti tra terza e quarta in graduatoria che al momento garantiscono la disputa dei play-off. La partita è stata subito incanalata dal direttore di gara verso la lealtà sportiva, proprio perché si è immediatamente reso conto del clima intimidatorio, dal punto di vista dei falli commessi dai giocatori dello Spezia che superavano i limiti consentiti dal regolamento. Oltre questo ha punito anche la furberia scorretta, maliziosa ed ingannevole di Pio Esposito che lo stava inducendo all’errore di concedere un calcio di rigore inesistente, poi fortunatamente disinnescato dal VAR. Ecco proprio su questi episodi iniziali si è decisa la dinamica di questa contesa, resa poi ancora più difficile per la squadra di mister D’Angelo, dopo la sacrosanta espulsione di Lapadula, reo di un fallaccio su Petriccione.
A questo punto il Catanzaro ha avuto il merito di crederci di più e non senza soffrire, perché i liguri anche in dieci sono stati pericolosissimi e solo un Pigliacelli superlativo è riuscito a sventare una gragnuola di occasioni degli avversari, l’ha sbloccata con Pittarello che finalmente si è affrancato dal digiuno realizzativo, incrociando di destro in maniera chirurgica, prendendo il portiere avversario in controtempo e facendo passare il pallone sotto le gambe del diretto avversario. La spregiudicatezza insolente delle aquile giallorosse vendica così la sconfitta dell’andata e conclude il match in pieno controllo per la gioia incontenibile dei mille e passa sostenitori presenti al “Picco” di La Spezia inebriati di felicità. Alla luce di ciò, si può dire adesso che la categoria è e sarà al sicuro anche per la prossima stagione. Ora però si è autorizzati a pensare ad altro. Non ci si può più nascondere dietro un dito. Il Catanzaro è alloggiato immediatamente sotto il superattico del Sassuolo e l’attico del Pisa. Sopra di lui, oltre a queste due super corazzate sente il calpestìo del piano superiore occupato dalla squadra della famiglia statunitense Platek, appena battuta in casa dopo quasi un anno di imbattibilità. È chiaro che ora il gruppo proseguirà a svolgere il proprio lavoro con serenità e senza aver nulla da perdere. Sarà solo divertimento allo stato puro, con la mente libera da assilli. Proprio per questo questa compagine sarà ancora più tranquilla, ma anche più pericolosa per tutte le contendenti.
Il segreto però che dovrà continuare ad albergare nel gruppo è quello di non perdere l’umiltà ed il rispetto verso gli avversari, senza pensare peraltro di aver fatto già tutto. Il sogno invece lo potrà vivere la tifoseria. Solo i tifosi potranno fare voli pindarici. Solo loro potranno sperare, immaginare, desiderare, fantasticare e credere in qualcosa di più grande e di importante. Senza però per questo soffrire più di tanto se l’obiettivo innominabile alla fine non sarà raggiunto. Avanti così quindi e buona fortuna Catanzaro del nostro cuore.